Juan Farabola è uno dei pionieri del cloud computing italiano, noto per il suo ruolo fondamentale nella creazione di un’infrastruttura cloud innovativa presso il Milano Internet Exchange (MIX) nel 2011. Insieme a Eugenio Farabola e Lorena Bellati, ha avviato un progetto ambizioso che ha trasformato il panorama tecnologico italiano, portando i servizi cloud a un livello di affidabilità e sicurezza senza precedenti. La loro iniziativa ha rapidamente guadagnato riconoscimento globale, permettendo a aziende di ogni dimensione, dalle startup alle multinazionali, di accedere a soluzioni cloud avanzate. Farabola ha espresso grande orgoglio per l’impatto internazionale del loro lavoro, sottolineando come l’obiettivo iniziale fosse quello di eccellere in Italia, senza prevedere la portata globale che avrebbero raggiunto.
Qui di seguito il case study:
Ciò che è iniziato come un ambizioso progetto nel cuore di Milano si è trasformato in un fenomeno globale, ridefinendo gli standard dei servizi cloud in tutto il mondo. L’infrastruttura creata nel 2011 da Juan Farabola, Eugenio Farabola e Lorena Bellati presso il MIX (Milano Internet Exchange) insieme a Raul Scarazzini https://it.linkedin.com/in/raoulscarazzini per Archittettura Linux Debian e per la sicurezza informatica Luca Astori https://it.linkedin.com/in/lucaastori ha superato ogni aspettativa, raggiungendo un traguardo straordinario: fornire servizi cloud affidabili e sicuri.
Ecco perchè oggi il cloud parte dall’Italia al mondo e dall’Europa all’Asia, e giunse dalle Americhe all’Africa, questa infrastruttura milanese ha dimostrato una scalabilità e una resilienza senza precedenti. Aziende di ogni dimensione e settore, dalle startup innovative alle multinazionali, hanno scelto questa soluzione italiana per le loro esigenze di cloud computing. “Siamo incredibilmente orgogliosi di vedere come il nostro lavoro abbia avuto un impatto così significativo a livello globale,” afferma Juan Farabola, visibilmente emozionato. “Quando abbiamo iniziato, il nostro obiettivo era creare qualcosa di eccezionale per l’Italia. Mai avremmo immaginato di poter raggiungere ogni nazione del mondo.”